{"id":40040,"date":"2015-05-07T10:14:55","date_gmt":"2015-05-07T08:14:55","guid":{"rendered":"https:\/\/centcols.org\/backup\/cent-cols-en-triveneto\/"},"modified":"2021-05-26T18:33:32","modified_gmt":"2021-05-26T16:33:32","slug":"cent-cols-en-triveneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/cent-cols-en-triveneto\/","title":{"rendered":"Cento Passi nel Triveneto"},"content":{"rendered":"<h2>Presentazione<\/h2>\n<p>Questo circuito di 1 850 km, comprendente 100 passi per 43 900 m di dislivello circa, \u00e8 statro concepito da Gianni Solenni della Confraternita des Cent Cols (membro n\u00b0 3720) e \u00e8 stato aggiornato e modificato da Enrico Alberini (membro n\u00b05065) e G\u00e9rard Birelli (membro n\u00b05553). E&#8217; situato interamente in Italia, si sviluppa al 90% nelle tre regioni che costituiscono quello che si chiama il Triveneto: il Trentino-Alto Adige, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Il circuito \u00e8 quasi completamente asfaltato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/centcols.org\/backup\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Parcours-Triveneto-2020.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Percorso<\/a><\/p>\n<p><a class=\"iframe-fancybox\" href=\"https:\/\/centcols.org\/backup\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/TRIVENETO_2020_Profil.jpg\">Profilo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"\/rando_perm\/inscription.php?rando=tri\">Modulo d&#8217;iscrizione<\/a><\/p>\n<h2>Tema<\/h2>\n<p>Il Club des Cent Cols, fondato nel 1972, affiliato alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ffct.org\/\">Federazione Francese di Cicloturismo<\/a> al N\u00b06384, vi propone questa Randonn\u00e9 Permanente basata su un tema semplice: \u00abCento passi\u00bb. Cento passi, vi permettono sia di entrare nella Confraternita, sia di progredire \u00abnell\u2019Albo d\u2019Onore\u00bb della Confraternita, in ogni modo potrete scoprire o riscoprire questi alti luoghi del cicloturismo e del ciclismo in montagna, come le Dolomiti.<\/p>\n<h2>Descrizione e particolarit\u00e0 delle regioni visitate<\/h2>\n<p>Anche se l\u2019inizio \u00e8 dalla riva lombarda del lago di Garda, il percorso si sviluppa al 90% nelle tre regioni che costituiscono quello che si chiama il Triveneto: il Trentino-Alto Adige, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>La partenza si compie da Sal\u00f2 che fu per un breve periodo storico (da settembre 1943 ad aprile 1945) la capitale della Repubblica di Sal\u00f2 sule rive del lago di Garda. Si raggiunge Vobarno per una strada comunale poco frequentata, un po\u2019 stretta e con qualche breve passaggio al 13% o 14%.\u00a0 Dopo l\u2019ingresso del villaggio di Eno, una strada vicinale sulla destra conduce con un\u2019andata-ritorno al primo passo della giornata, la Cocca. In seguito ci si tuffa nella discesa verso un altro lago, molto pi\u00f9 piccolo ma anche molto bello, quello d\u2019Idro. Lo si pu\u00f2 gi\u00e0 ammirare, e vale la pena di fermarsi, nella discesa prima di raggiungere la riva al villaggio di Idro.<\/p>\n<p>Dopo avere raggiunto l\u2019atra riva a Tre Capitelli, inizia un tunnel illuminato con delle aperture che danno sul lago. <strong>ATTENZIONE.<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019uscita di Anfo, si prende una strada a sinistra, un cartello indica \u201cal Passo Maniva\u201d, da qui iniziano una serie di passi che portano fino ai piedi dell\u2019imponente massiccio dell\u2019Adamello. La successiva discesa riporta al bordo del lago d\u2019Idro, localit\u00e0 Sant\u2019Antonio. Anche la vale la pena di fermarsi per ammirare il magnifico panorama.<\/p>\n<p>Si lasciano rapidamente le montagne della Lombardia per entrare in Trentino, seguendo la Val Rendena. Madonna di Campiglio \u00e8 una delle perle delle Dolomiti del Brenta. Questa celebre stazione invernale ed estiva \u00e8 conosciuta tra l\u2019altro per la \u00abTre-Tre\u00bb, pista utilizzata per le gare di coppa del mondo di sci. Ci si trova nella parte occidentale del massiccio del Brenta e lo si contorna da Nord passando per i passi Palade e della Mendola nella parte pi\u00f9 settentrionale. Nella parte orientale del massiccio, si attraversano le localit\u00e0 d\u2019Andalo e di Molveno, il cui lago \u00e8 posto sotto le cime del Grost\u00e8, della Brenta e della Cima Tosa. Una volta ridiscesi al Passo Ballino, si ritrova il nord del lago di Garda, a Riva del Garda. Da la, si sale al Passo San Giovanni e seguendo le indicazioni, si affronta il Passo di Santa Barbara, con le sue pendenze mortali al 14%, che sono state teatro di sfide al Giro. Si valica poi un\u2019altra vetta importante, il Bondone dalle numerose stazioni turistiche. Anche questo \u00e8 un terreno propizio alle corse ciclistiche, e anche motociclistiche fino a qualche anno fa. E\u2019 la che Charly Gaul scrisse una delle pi\u00f9 celebri pagine della storia del ciclismo.<\/p>\n<p>Dopo aver attraversato la Val Lagarina, si scoprono degli altri laghi che l\u2019itinerario permette di costeggiare e di ammirare: quelli di Caldonazzo e di Levico, tutto semplicemente splendido. \u00a0Da Levico, importante stazione termale, si pu\u00f2 fare una deviazione fino a Panarotta, stazione turistica a 1800 m di altitudine. I corridori professionistici del Giro si sono avventurati su questo percorso in occasione di una tappa a cronometro. Come si pu\u00f2 ben immaginare, su queste salite si svolgono molte altre corse. La salita fino a Panarotta non \u00e8 prevista sul percorso (facoltativa).<\/p>\n<p>Si continua sulla vecchia strada statale (evitare la nuova, troppo frequentata) e si parte verso est, valicando numerosi passi che permettono d\u2019arrivare ad un primo passaggio in prossimit\u00e0 delle Dolomiti, uniche al mondo per la loro struttura, la loro bellezza e maestosit\u00e0. Quando si guarda verso il nord da Fiera di Primerio, si scopre il gruppo delle \u00abPale di San Martino\u00bb. Ci si accontenter\u00e0 di gettarvi un\u2019occhiata perch\u00e9 il Passo Cereda \u00e8 difficile. Valicandolo si entra in Veneto, nella regione conosciuta come l\u2019Agordino. Sempre filando verso il nord-est, si percorre una\u2019altra regione interessante, il Cadore, dove si ripasser\u00e0 dopo aver fatto un anello. Dal Passo della Mauria si entra in Friuli e si segue per molto tempo la SS 52 detta d\u2019Alemagna, importante arteria costellata da numerosi passi. Una piccola andata ritorno per scalare il passo della Pura ci permette di vedere e apprezzare il lago di Sauris a circa 1000 m d\u2019altitudine.<\/p>\n<p><strong>ATTENZIONE <\/strong>non scendere fino al lago perch\u00e9 poi la strada verso Ampezzo passa per una galleria lunga e pericolosa.<\/p>\n<p>Ad Ampezzo, si ritorna brevemente sulla SS 52. Infatti a Prinso, si gira a destra per fare un\u2019andata-ritorno e raggiungere la Forca di Priuso. Ritornati sulla statale, l\u2019itinerario svolta di nuovo a destra, all\u2019altezza di Prione, sulla strada provinciale per scalare le Selle Chiampon e Chianzutan, prima d\u2019arrivare a Tolmezzo, importante centro della Carnia. Da la si raggiunge Paularo, dove si valica la Forcella di Lius e si ridiscende a Paluzza, villaggio natale della campionessa di sci Manuela Di Centa.<\/p>\n<p>Da la, anche se non \u00e8 incluso nel percorso iniziale, si pu\u00f2 montare il versante pi\u00f9 facile dello Zoncolan, una delle salite pi\u00f9 difficili d\u2019Europa. \u00a0Se si vuole provare il versante opposto, il pi\u00f9 difficile e il pi\u00f9 celebre, \u00e8 sufficiente seguire il percorso, salendo la Valcalda e scendendo direttamente a Comeglians, a soli 3 km d\u2019Ovaro, punto di partenza del terribile Zoncolan.<\/p>\n<p>L\u2019itinerario normale continua per la Val Pesarina che porta alla Forcella Lavardet e poi a due altri passi (Razzo e Rioda) da dove si pu\u00f2 di nuovo vedere il lago di Sauris. Se la giornata lo permette si potr\u00e0 ammirare un panorama incantevole: lago, prati, vette. \u00a0Si lascia il Friuli e si ritorna nel Veneto. Qui ci si trova sul bordo meridionale delle Dolomiti. Ancora qualche salita e ci si ritrova nel cuore di questo splendido massiccio. \u00a0Per arrivare al passo delle \u00abTre Croci\u00bb, si passa poco lontano dalle Tre Cime di Lavaredo. A Misurina si pu\u00f2 ammirare il Cristallo, il Sorapiss, la Croda Rossa. Da Cortina d\u2019Ampezzo, si scoprono anche le Tofane, ai piedi delle quali si arriver\u00e0 al termine della salita dei passi Falzarego e Valparola. Ancora le super Dolomiti a Corvara in Badia, il cuore delle Dolomiti che parla una lingua particolare, il ladino. Il Sassongher, il periplo del gruppo del Sella, e scalando il Passo Fedaia ecco la Marmolada &#8230; poi gi\u00f9 e ancora le dolomiti: Sassolungo, Catinaccio, le Torri del Vajolet alle quali si accede per una stretta strada di circa 6 km. Non \u00e8 ancora finita, seguendo l\u2019itinerario, si ritorna, per modo di dire, molto vicino alle Pale di San Martino in val di Fiemme per valicare il Passo di Lavaz\u00e8, il passo del gruppo del Latemar. Lasciando le Dolomiti, si prosegue lungo il confine tra il Veneto e il Trentino, sia da un lato sia dall\u2019altro. Si raggiunge il Passo Manghen dal lato pi\u00f9 facile\u2026 almeno \u00e8 quello che si dice, e ci si ritrova nella bassa Val Sugana passando per Levico. Questa localit\u00e0 potr\u00e0 fare da tappa poich\u00e9 ci si passa 2 volte.<\/p>\n<p>Si segue la vecchia strada, oggi rimessa in funzione, che gli Sultzen, soldati austriaci, usavano per raggiungere il fronte dalle loro retrovie e si arriva all\u2019altopiano dei Sette Comuni dove si svolse la Grande Guerra e dove si resta per parecchio tempo. Ogni centimetro, ogni collinetta, ogni passo, ogni vallata \u00e8 stata conquistato pi\u00f9 volte, perduto e ripreso alternativamente dai 2 eserciti nemici durante una guerra d\u2019usura e di posizione. Numerose vestigia testimoniano ancora oggi questo grande conflitto, il sangue versato e innumerevoli ricordi: trincee, forti, casematte, cimiteri. Si vedono ancora le buche provocate dalle granate. La \u00abGrossa Bertha\u00bb, il super cannone austriaco anche se posizionato vicino al lago di Caldonazzo, gettava i suoi proiettili fino a qui.<\/p>\n<p>Si valica il Passo della Borcola e si rientra in Veneto per pedalare intorno al Monte Pasubio, un altro presidio difensivo oltre al Monte Grappa. In MTB si pu\u00f2 arrivare fino a quello che si chiama \u00abDente Italiano\u00bb, al piccolo passo (Selletta Comando) c\u2019\u00e8 un cartello che vi salta agli occhi: \u00abDi qui non si passa\u00bb. Si far\u00e0 solo un\u2019andata-ritorno fino alla Bocchetta Campiglia e il suo monumento ai morti.<\/p>\n<p>Per ritornare sul percorso, dopo il Pasubio, si entra in Lessinia, terra di prati e di vigne, con villaggi caratteristici e dei passi, che nonostante siano poco conosciuti, sono tuttavia difficili. \u00a0Attenzione alla discesa molto ripida dal Passo Fittanze della Sega che riporta in Trentino. Questo passo, dal lato trentino \u00e8 uno dei pi\u00f9 difficili d\u2019Italia. Adesso non resta che il Monte Baldo, contrafforte montagnoso che supera i 2000 m d\u2019altitudine e che rappresenta lo spartiacque tra il Garda e la Val Lagarina.<\/p>\n<p>Dopo la bella localit\u00e0 turistica di (Passo) San Valentino, ecco 2 passi (Bocca del Creer e Navene) che si succedono e che portano al sud del massiccio. Ancora le \u00abrampette\u00bb del Passo del Casello e si arriva a Torri\u00a0 del Benaco, sulla riva orientale del grande lago.<\/p>\n<p>Da la si pu\u00f2 riguadagnare Sal\u00f2, il punto di partenza, seguendo la strada che costeggia il lago per una sessantina di km, passando da Garda, Bardolino, Peschiera del Garda, Sirmione (\u00e8 consigliato di andare a vedere il villaggio sul lago) e Desenzano.<\/p>\n<p>Testo originale di Gianni Solenni, aggiornato e modificato da Enrico Alberini e G\u00e9rard Birelli<\/p>\n<h2>Passi in opzione e punti d&#8217;interesse<\/h2>\n<p>Ci sono 15 passi in opzione che presentano un interesse turistico ma che sono stati tolti dal percorso principale per alleggerire il dislivello generale. Tuttavia nel caso in cui la randonn\u00e9e sia effettuata in pi\u00f9 volte essi possono essere aggiunti. Le tracce sono ugualmente fornite. .<\/p>\n<ul>\n<li>Al punto 1 il pannello indica a destra il rifugio Passo Cavallino a 4 km. Dalla SP da quest\u2019incrocio, si raggiunge il Passo Cavallino della Fobbia (1080 m a 8.5 km in A\/R). Al passo si prende a sinistra in direzione di Cavaca e in 4 km si arriva all\u2019incrocio della SP 56 a Santellone;<\/li>\n<li>All\u2019entrata di Roncone, si lascia la SS 237 in direzione della Boca di Bodin (977 m, a 2.5 km in A\/R)\u00a0;<\/li>\n<li>Da Tione, passando per Zuclo si pu\u00f2 raggiungere il Passo Durone (985 m, circa 14 km in A\/R);<\/li>\n<li>Dal Passo Mendola, \u00e8 possibile raggiungere la cima del monte Penegal, che offre una bella vista panoramica su Bolzano e la valle dell\u2019Adige;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se desiderate fare una sosta da Bolzano a San Michele potete prendere la pista ciclabile che passa per una vecchia ferrovia con delle gallerie illuminate e attraverso i vigneti di Bolzano;<\/p>\n<ul>\n<li>Poco dopo Predellano, prendere a sinistra la SP in direzione di Drio Silano che porta alla Forcella Brentana (1263 m a 9.6 km in A\/R);<\/li>\n<li>A Imer-Mezzano passare sotto la SS 50 e salire verso la Sforzela del Zat (1222 m a 5.25 km in A\/R);<\/li>\n<li>A Don Gosaldo si lascia SP 3 e prendere la SP347 a sinistra in direzione della Forcella Aurine (1296 m a 6.9 km in A\/R);<\/li>\n<li>Dalla Forca di Priuso \u00e8 possibile proseguire sulla SS 552 fino alla Forca di Monte Rest (1061 m a 12.7 km in A\/R) su una successione di 9 tornanti;<\/li>\n<li>Da Paluzza scendere verso Sutrio e salire alla Sella di Zoncolan (1740 m), \u00e8 il versante meno duro;<\/li>\n<li>Da Comeglians, scendendo per qualche km fino a Ovaro, si pu\u00f2 salire allo Zoncolan per il suo versante pi\u00f9 ripido e pi\u00f9 famoso;<\/li>\n<li>Da Misurina, si pu\u00f2 fare la dura salita fino ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, fan\u00adtastiche. Nell\u2019ultimo tornante prima del rifugio Auronzo, si raggiunge la Forcella di Longeres (2248 m a 7 km) per un sentiero. Questa salita durissima offre all\u2019arrivo una magnifica vista sul lago di Misurina e sulla catena dei Cadini;<\/li>\n<li>Dopo il Passo Giau a Caprile la SP 251 porta alla Forcella di Staulanza (1771 m a 9.8 km);<\/li>\n<li>Poco prima di Paneveggio sulla sinistra la SS 50 conduce al Passo Rolle (1988 m a 6.5 km in A\/R);<\/li>\n<li>Poco dopo Molina di Fiemme prendere a destra la SS 48 in direzione del passo San Lugano (1097 m a 6.3 km in A\/R). La galleria prima di San Lugano pu\u00f2 essere evitata seguendo la vecchia strada;<\/li>\n<li>Dopo Levico Terme in direzione di Monterovere la SS 349 parte verso sinistra e conduce al Passo Vezzena (1414 m a 3.5 km in A\/R)\u00a0;<\/li>\n<li>Dal Passo di Valbona parte una pista asfaltata che in 500 m porta alla Forcella Molon (1767 m).<\/li>\n<li>Questa pista \u00e8 vietata alle biciclette !!!<\/li>\n<li>Dal Passo di Xomo una strada comunale a destra porta a due passi qui vicino: Bocchetta Campiglio (1207 m) e ridiscendendo, a met\u00e0 percorso, si vede bene sulla sinistra la Bocchetta del Xetele (1179 m) accessibile per uno stradello a un centinaio di metri;<\/li>\n<li>A Pr\u00e0 Alpesina all\u2019incrocio tra la SP3 e la SP 230 prendere a sinistra e scendere al Passo Pozza di Cola (1289 m a 2.8 km);<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Per ristorarsi e dormire<\/h2>\n<p>Il percorso si sviluppa nella sua quasi totalit\u00e0 in zone turistiche, quindi si trovano spesso ristoranti, bar e alberghi. Non ci dovrebbero essere problemi da questo lato. Ecco tuttavia un suggerimento.<\/p>\n<p>A Sal\u00f2, il punto di partenza e d\u2019arrivo della randonn\u00e9e, i membri italiani del CCC avevano organizzato il loro raduno diversi anni fa, all\u2019h\u00f4tel Panoramica. Questi pu\u00f2 essere un buon campo base perch\u00e9 noi siamo ormai conosciuti. L\u2019h\u00f4tel \u00e8 molto buono e lo \u00e8 anche il ristorante.<\/p>\n<h2>Informazioni diverse<\/h2>\n<h3>Resoconto e attualizzazione<\/h3>\n<p>Vi ringraziamo se ci farete pervenire il vostro apprezzamento su questa Randonn\u00e9e Permanente, sia che sia positivo&#8230; o lo sia di meno.<\/p>\n<p>Non esitate a fare un resoconto della vostra Randonn\u00e9e Permanente Cent Cols. Questo resoconto potr\u00e0 essere valutato per una pubblicazione nella rivista del Club des Cent Cols o sul sito internet del club (<u>centcols.org\/backup\/it<\/u>).<\/p>\n<p>Non esitate nemmeno ad aggiungere delle fotografie del vostro periplo.<\/p>\n<p>Siamo disponibili a ricevere tutte le informazioni su eventuali errori (chilometraggio, altitudine) che avrete costatato nei nostri documenti, cos\u00ec come tutte le modificazioni intervenute sul percorso (cambiamento di numerazione o stato delle strade, divieti o creazione di strade&#8230;).<\/p>\n<p>Desideriamo repertoriare gli alloggi che possiamo consigliare agli altri partecipanti, vi ringraziamo di farci partecipi della vostra esperienza.<\/p>\n<h2>Documenti di riferimento<\/h2>\n<p>I passi citati nei nostri documenti sono dei passi corrispondenti alla nostra \u00abRegola del gioco\u00bb (passi nominati su una mappa o su un cartello). La lista esaustiva dei passi si trova nel Catalogo dei Passi d\u2019Italia e \u00e8 in vendita presso il Club des Cent Cols, vedere \u00abnegozio\u00bb sul sito internet del Club.<\/p>\n<p>Cartografia : le carte dell\u2019Atlas TCI sono sufficienti per compiere questa randonn\u00e9e.<\/p>\n<h2>Pagina sul sito internet<\/h2>\n<p>Tutte queste informazioni saranno messe sulle pagine \u00abrandonn\u00e9e permanenti\u00bb del sito Internet del Club des Cent Cols (<a href=\"http:\/\/centcols.org\/backup\/it\">centcols.org\/backup\/it<\/a>), cos\u00ec come, la lista degli iscritti \/ arrivati indicando, se ci autorizzate, il vostro nome e cognome.<\/p>\n<p>Non dimenticate di inviare delle cartoline al responsabile il cui indirizzo figura sul foglio di viaggio.<\/p>\n<p>Indirizzo elettronico: <a href=\"mailto:randos@centcols.net\">randos@centcols.net<\/a><\/p>\n<h2>Controlli<\/h2>\n<p>Il paartcipante deve farsi controllare la propria carta di viaggio alla partenza (Sal\u00f2) e in ognuno dei punti del percorso indicati qui sotto. Ogni controllo \u00e8 sotto forma o di un timbro richiesto a un commerciante o ad una amministrazione, o di una fotografia esplicita (p.es. la bicicletta davanti ad un cartello di un comune o di una passo). I 12 punti di controllo sono i seguenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Sal\u00f2: Timbro obbligatorio alla partenza<em><br \/><\/em><\/li>\n<li>Passo di Campo Carlo Magno<\/li>\n<li>Passo Mendola<\/li>\n<li>Valico di Mone bondone<\/li>\n<li>Passo Duran<\/li>\n<li>Sella Chianzutan<\/li>\n<li>Misurina<\/li>\n<li>Passo Pordoi<\/li>\n<li>Passo di Oclini<\/li>\n<li>Passo Pian delle Fugazze<\/li>\n<li>Bocca del Creer<\/li>\n<li>Peschiera del Garda<\/li>\n<\/ol>\n<h2>Passi a pi\u00f9 di 2000 m.<\/h2>\n<ul>\n<li>Passo di Sella<\/li>\n<li>Passo Pordoi<\/li>\n<li>Passo Giau<\/li>\n<li>Passo di Valparola<\/li>\n<li>Giogo di Bala<\/li>\n<li>Passo Gardena<\/li>\n<li>Passo Falzarego<\/li>\n<li>Goletto di Crocette<\/li>\n<li>Passo Fedaia<\/li>\n<li>Passo di Rodendino<\/li>\n<li>Passo Manghen<\/li>\n<li>Passo di Valles<\/li>\n<li>Sella del Culac<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Regola del gioco delle randonn\u00e9 permanenti<\/h2>\n<p>Ogni partecipante a questa randonn\u00e9 si impegna a rispettare la <a href=\"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/rdj-randonnees-permanentes\/\">regola del gioco<\/a> specifica.<\/p>\n<h2>Per maggiori informazioni<\/h2>\n<h3>Rivolgersi al Responsabile delle randonn\u00e9 permanenti<\/h3>\n<p>Jean-Marc CLEMENT<br \/>10 rue de Normandie<br \/>31120 Portet sur Garonne<br \/>FRANCE<\/p>\n<p>T\u00e9l : +33 (0)5 61 76 30 12<br \/>E-mail : <a href=\"m&#97;i&#108;&#116;&#111;&#58;&#114;&#97;&#110;d&#111;s&#64;&#99;&#101;nt&#99;&#111;ls&#46;&#110;&#101;t&#32;\">&#114;a&#110;&#100;os&#64;&#99;&#101;n&#116;&#99;&#111;ls&#46;ne&#116;&#32;<\/a><\/p>\n<h6>Attenzione : secondo l\u2019et\u00e0 e la versione del vostro libretto di viaggio, il nome e l\u2019indirizzo del responsabile possono essere non corretti. Siete pregati di inviare le vostre carte di viaggio da omologare cos\u00ec come le vostre cartoline postali e i vostri racconti di viaggio unicamente a Jean-Marc Cl\u00e9ment all\u2019indirizzo qui sopra (quindi non scrivere a Roger Colombo, Bernard Pommel, Jean-Marc Lef\u00e8vre o Roland Grimaud \u2020).<\/h6>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione Questo circuito di 1 850 km, comprendente 100 passi per 43 900 m di dislivello circa, \u00e8 statro concepito da Gianni Solenni della Confraternita des Cent Cols (membro n\u00b0 3720) e \u00e8 stato aggiornato e modificato da Enrico Alberini (membro n\u00b05065) e G\u00e9rard Birelli (membro n\u00b05553). 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Percorso Profilo Modulo d&#8217;iscrizione Tema Il Club des Cent Cols, fondato nel 1972, affiliato alla\u00a0Federazione Francese di&hellip;<\/p>\n","category_list_v2":"<a href=\"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/categorie\/randonne-permanenti\/\" rel=\"category tag\">Randonn\u00e9 permanenti<\/a>","author_info_v2":{"name":"Enrico Alberini","url":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/author\/5065\/"},"comments_num_v2":"0 commenti","featured_image_src":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40040"}],"collection":[{"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/69"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40040"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40040\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}