{"id":42527,"date":"2000-12-18T19:13:19","date_gmt":"2000-12-18T18:13:19","guid":{"rendered":"https:\/\/centcols.org\/backup\/col-etymologie-et-definition\/"},"modified":"2020-04-29T15:58:08","modified_gmt":"2020-04-29T13:58:08","slug":"col-etymologie-et-definition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/centcols.org\/backup\/it\/col-etymologie-et-definition\/","title":{"rendered":"COL: etimologia e definizione"},"content":{"rendered":"<h2>Etimologia<\/h2>\n<p><strong>Col <\/strong><span id=\"s2_1\">viene dal latino collum nel senso del collo.<\/span> <span id=\"s2_2\">Questa parola col \u00e8 attestata verso il XII in francese, ma sar\u00e0 utilizzata nel suo senso geografico solo a partire dal XVII secolo, sostituendo il vecchio port francese.<\/span> <span id=\"s2_3\">Tuttavia, fu utilizzato a partire dal XV e XVI secolo in direzioni come il collo della vescica, poi il collo di un vaso.<\/span><\/p>\n<p><strong>Port<\/strong> viene da una radice indoeuropea per-attraversare&gt; che dar\u00e0 in latino il passaggio&gt;, attestato fin dal X secolo in antico francese (92 esempi pirenaici nello Chauvot).<\/p>\n<p><strong>Pas<\/strong> viene dal latino pandere, passus, viene utilizzato fin dal XII nel senso di passaggio, (passatore al XII). Littr\u00e9 (su 28 sensi di passo) d\u00e0 il senso di &#8220;passaggio stretto e difficile in una montagna&#8221; con una citazione di Vaugelas per il tredicesimo senso (undicesimo senso: passaggio, dodicesimo: pertugio, quindicesimo: soglia). Secondo il Dizionario storico della lingua francese, a partire dal 1160-1174, passo designa un passaggio difficile spesso qualificato dall&#8217;antico aggettivo male (1176-1181), origine delle attuali Malpas; sostituito (XIII secolo) da cattivo da cui i passi cattivi e i Maupas attuali; si estender\u00e0 alla designazione di stretto (1530) o di d\u00e9fil\u00e9 (1559), nomi desueti, salvo in toponimia (ad es. Pas di Calais, Pas di Susa).<\/p>\n<p><strong>Baisse <\/strong><span id=\"s2_1\">viene dal latino Bassus che dar\u00e0 bassiare (lat.vulg.) poi baisser (francese nel XII) e infine baisse (nel XVI). Littr\u00e9 d\u00e0 in 3\u00ba senso (su 4) &#8220;terreno inclinato&#8221;, ma senza riferimento alla montagna.<\/span> <span id=\"s2_2\">Da quando viene utilizzato per designare un passo?<\/span> <span id=\"s2_3\">Si trovano, infatti, soprattutto nelle Alpi Marittime (215 esempi nel Chauvot)!<\/span><\/p>\n<p><strong>Br\u00e8che<\/strong> attestato in francese nel 1119, verrebbe dall&#8217;alto tedesco Brecha frattura&gt; derivato dal francique breka frattura, apertura&gt; (218 esempi nel Chauvot).<\/p>\n<p><strong>D\u00e9fil\u00e9<\/strong> (1643) \u00e8 derivato dal latino filum fil&gt; dando filo in basso latino (circa 1160) significa allora passaggio incassato (dove si pu\u00f2 passare solo in coda).<\/p>\n<p><strong>D\u00e9troit <\/strong><span id=\"s2_1\">\u00e8 nato, prima nella forma destreit (1080) del latino districtus prevenuto, incatenato&gt;. La parola, in primo luogo aggettivo, ha qualificato un passaggio stretto stretto (destreiz passagges).<\/span> <span id=\"s2_2\">Mantenne questo significato fino al XVII secolo, quando si impose il senso moderno di bracci di mare stretti.<\/span><\/p>\n<p><strong>Passage<\/strong> (1080) <span id=\"s2_1\">\u00e8 derivato dal verbo passare (1050) dal latino tardivo passare attraverso&gt; derivato dal latino passus.<\/span> <span id=\"s2_2\">Ha inizialmente designato un d\u00e9fil\u00e9 in montagna, un port;<\/span> <span id=\"s2_3\">ce ne sono ancora molti esempi (121 citazioni nel Chauvot).<\/span><\/p>\n<p id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">In realt\u00e0, la maggior parte dei nostri termini, sinonimi di col (1), non devono nulla al francese, provengono dai numerosi dialetti e dialetti dei nostri tre grandi domini romanici (o\u00efl, oc e franco-provenzale) e, naturalmente, anche da alcune delle nostre lingue regionali (per esempio alsaziano, basco, bretone, catalano, corso, &#8230;) e a questo titolo, non hanno diritto di citazione nei nostri dizionari classici, ma poco pi\u00f9 in quelli, specializzati in geografia.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"s2_2\">(1) una o due centinaia a seconda che ci si riferisca al glossario redatto a partire dal &#8220;Chauvot&#8221; o a quello che ho ottenuto da fonti esterne ( vedi il mio articolo &#8220;Come chiamare un col in Francia?<\/span><span id=\"s2_3\">&#8221; RVA n.6 ).<\/span><\/p>\n<h2>Definizione<\/h2>\n<p>Ecco alcuni esempi delle definizioni ottenute consultando dizionari classici:<\/p>\n<ol>\n<li>Petit e Grand Robert: &#8220;<span id=\"s2_1\">Depressione che forma un passaggio tra due cime montuose&#8221;, vedere breccia, d\u00e9fil\u00e9, stretto, gola, passo, port.<\/span> <span id=\"s2_2\">Se ci si riferisce a questi diversi elementi, alcuni dei quali (d\u00e9fil\u00e9, stretto, gola) non evocano affatto per noi l&#8217;idea di passo, abbiamo un po&#8217; l&#8217;impressione di girare in tondo: per breccia, nessun riferimento geografico;<\/span> per d\u00e9fil\u00e9<span id=\"s2_3\"> niente pi\u00f9, ma rinvio a corridoio e passaggio che evo bene l&#8217;idea di passo,<\/span> <span id=\"s2_4\">a gola, rinvio a Ca\u00f1on, passo, corridoio e porta;<\/span> <span id=\"s2_5\">a passo, che ci \u00e8 cos\u00ec familiare, nessun riferimento geografico neppure;<\/span> <span id=\"s2_6\">solo port beneficia della menzione: &#8220;col dei Pirenei&#8221; e se si consulta&nbsp; porta (introdotto per gola!) si trover\u00e0 infine una definizione geografica: &#8220;passaggio stretto in una regione montagnosa&#8221;, che non corrisponde necessariamente alla realt\u00e0 (ad esempio, in Is\u00e8re, il col de Porte &#8211; ridondanza &#8211; non \u00e8 precisamente un passaggio stretto)<\/span>.<\/li>\n<li>Le Robert &#8211; Dizionario storico della lingua francese: il significato pittorico, passo di montagna (dal 1635), secondo la definizione data dal piccolo e grande Robert, ha eliminato a poco a poco i vecchi termini porto, passo (che si diceva di un passaggio difficile) e stretto che hanno tutti preso e mantenuto altri sensi.<\/li>\n<li>Littr\u00e9 : (4a definizione su 8) &#8220;Punto di una catena montuosa dove il vertice, facendo una inflessione, offre un passaggio da un versante all&#8217;altro, tra i punti di attacco di due contrafforti&#8221;.<\/li>\n<li>Larousse del XX secolo: &#8220;Parte depressa di una cresta montuosa che permette di passare da un versante della montagna all&#8217;altro&#8221;. Syn.: d\u00e9fil\u00e9, stretto, gola, pas. Il passo \u00e8 definito come un passaggio difficile e pu\u00f2 avere il senso di passo o di stretto. Nel paragrafo &#8220;geografia&#8221; \u00e8 indicato che la causa principale di formazione dei passi \u00e8 l&#8217;azione dei torrenti che &#8220;scavando la loro base sempre pi\u00f9 in alto nella montagna finiscono per determinare l&#8217;abbassamento della cresta separativa&#8221;! Essi determinano anche dei passi a monte situati sulla linea di colmo tra due valli di direzione opposta e dei passi di fianchi situati sulla linea di colmo tra due valli pi\u00f9 o meno parallele. Tutto ci\u00f2 mi sembra quantomeno curioso, se non azzardato.<\/li>\n<li>Larousse : &#8220;Parte depressa di una cresta montuosa, usata come passaggio&#8221;.<\/li>\n<\/ol>\n<blockquote>\n<p id=\"trpar\"><span id=\"s2_1\">Nessuna di queste definizioni sembra veramente soddisfacente ad un cacciatore di passi che ha incontrato situazioni cos\u00ec diverse.<\/span> <span id=\"s2_2\">L&#8217;ultima, la pi\u00f9 breve e la pi\u00f9 semplice, mi sembra la meno cattiva.<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><span id=\"s2_1\">Vediamo ora cosa dicono i dizionari di <\/span><span id=\"s2_1\">geografia.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"s2_2\">Prima ricerca (dizionario geografico di Hatier): &#8220;Quando una linea di cresta si abbassa per poi risalire, forma un colletto&#8221;.<\/span> <span id=\"s2_3\">Bene!<\/span><\/p>\n<p><span id=\"s2_4\">Seconda ricerca (dizionario critico della Documentazione Francese: le parole della geografia): &#8220;Punto depresso tra due vertici, vicino su una cresta, che facilita il passaggio&#8221;.<\/span> <span id=\"s2_5\">L&#8217;insieme \u00e8 definito, in questa stessa opera, come un &#8220;avallamento abbastanza ampio nel profilo di una cresta, di un rilievo allungato, a immagine del dorso del cavallo&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3>Nei dizionari si trovano anche le seguenti precisazioni:<\/h3>\n<ol>\n<li>\n<div id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">&#8220;Ogni passo \u00e8 duale: in cavit\u00e0 rispetto alla linea di cresta, in rilievo rispetto alla strada, separa sia due monti che due valli;<\/span> <span id=\"s2_2\">camminando a piedi sulle creste si scende verso i passi, attraverso la strada si valicano&#8221;.<\/span> <span id=\"s2_3\">Ecco un&#8217;osservazione che sembra ben evidente, eppure quante volte ho ricevuto lettere di ciclisti che si chiedevano se avessero &#8220;varcato&#8221; questo o quel passo in questa situazione tuttavia &#8220;evidente&#8221; e inevitabile, &#8230; tranne che a superare tutti i passi partendo dalla valle pi\u00f9 vicina (ammesso che ci sia sempre un sentiero)!<\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div id=\"trpar\"><span id=\"s2_1\">&#8220;A volte i passi segnano il passaggio di un confine&#8221;.<\/span> <span id=\"s2_2\">Penso che qui il termine confine debba essere preso in un senso molto generale di confine di dipartimento, di cantone, di comune, ecc. e non solo confine di stato, situazioni, che effettivamente si osservano molto spesso.<\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">&#8220;I passi si trovano spesso in zone deboli del basamento strutturale (rocce tenere, linea di faglia o di frantumazione) o sono abbassati dalla retrocessione delle teste di valloni&#8221;.<\/span> <span id=\"s2_2\">Dati geomorfologici pi\u00f9 convincenti dell&#8217;azione dei torrenti (da non confondere con l&#8217;azione del deflusso, assolutamente determinante).<\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>&#8220;Collet: piccolo passo&#8221;.<span id=\"s2_1\"><\/span> <span id=\"s2_2\">Questa menzione del termine collet, nella sua accettazione geografica, \u00e8 interessante, poich\u00e9 nessuno dei dizionari citati precedentemente lo indicava, mentre questo termine appare 242 volte nello Chauvot!<\/span> <span id=\"s2_3\">Per contro, in nessun dizionario si trova l&#8217;uso di questo termine nel senso di &#8220;collina&#8221;, bench\u00e9 probabilmente due volte pi\u00f9 frequente che in quello di passo per numerose regioni come le Hautes Alpes e la Provenza.<\/span>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Pas (<span id=\"s2_1\">dopo quello dei Col, \u00e8 iltermine pi\u00f9 diffuso: 905 esempi nello Chauvot) ;<\/span> <span id=\"s2_2\">passaggio (sesto termine pi\u00f9 diffuso: 121 esempi nello Chauvot);<\/span> <span id=\"s2_3\">passe (5 esempi nello Chauvot, si dice in generale in francese di un passo molto alto e poco accessibile) sono sinonimi di passo, vicini al pass inglese o tedesco e si nota allora, che la funzione prevalga sulla forma.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"s2_4\">Quanto al centinaio di termini supplementari che figurano nel nostro Chauvot, essi sono totalmente ignorati e a maggior ragione il secondo centinaio che ho scoperto nelle guide, glossari, ecc. o presso gli abitanti delle nostre regioni montagnose;<\/span> <span id=\"s2_5\">termini locali superbamente ignorati dai topografi &#8220;d&#8217;o\u00efl e di goguette&#8221; che hanno stabilito le nostre mappe cospargendoli di menzioni tautologiche.<\/span><\/p>\n<h3>Al termine di tale esame, si pu\u00f2 concludere che un passo \u00e8 caratterizzato da:<\/h3>\n<ol>\n<li>un passaggio preferenziale tra due zone (valle, vallata, ecc.),<\/li>\n<li>una struttura di dimensioni molto variabili (dal punto alla cavit\u00e0 piuttosto ampia).<\/li>\n<\/ol>\n<div class=\"right-side-wrap\">\n<p id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">Si pu\u00f2 andare oltre?<\/span> <span id=\"s2_2\">Sarebbe interessante lanciarsi in una tipologia dei passi come aveva tentato di fare Ch. Guitton nella rivista dei 100 cols, N\u00b010, determinando e descrivendo passi di linea di cresta, di fianco, di fondo di sinclinale, di Colli, tra due circhi, di giunture di spigoli cos\u00ec come brecce di creste e brecce di spigoli e tutto questo per concludere che la sua lista poteva ancora continuare, ma che tutto questo non serviva a molto!<\/span><\/p>\n<\/div>\n<h3 id=\"trpar\"><span id=\"s2_1\">La difficolt\u00e0 provata a definire che cosa \u00e8 un passo risiede senza dubbio nella diversit\u00e0 delle logiche utilizzate.<\/span> <span id=\"s2_2\">Sembra che se ne possano definire quattro:<\/span><\/h3>\n<ol>\n<li>la logica popolare, per la quale la nozione di passo \u00e8 inseparabile, non solo da una forma di rilievo caratteristica (cedimento su una cresta formante scollo), ma anche, e soprattutto, dalla presenza di una via di comunicazione pi\u00f9 o meno facile (cio\u00e8 dalla strada carrozzabile al semplice sentiero) introducendo una duplice nozione storica e geografica,<\/li>\n<li>la logica scientifica dei geografi per i quali esiste un passo, se esso obbedisce ai criteri tassonomici delle forme del rilievo definite dalla disciplina (depressione su una cresta, che forma passaggio, sia esso iscritto o meno nella storia locale),<\/li>\n<li>\n<div id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">la logica dei nomenclatori (i primi, quelli delle carte militari) che, pur basandosi sulla testimonianza popolare, privilegiarono il punto di vista nazionale per la denominazione;<\/span> <span id=\"s2_2\">erano, purtroppo, spesso ignoranti delle lingue locali e pi\u00f9 o meno ben addestrati alle definizioni scientifiche,<\/span><\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div id=\"srctext\"><span id=\"s1_1\"><\/span><\/p>\n<div id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">la logica dei &#8220;rettificatori&#8221; (i membri delle societ\u00e0 alpine o pirenaiche), buoni conoscitori della montagna, e a volte dei dialetti;<\/span> che <span id=\"s2_2\">prendono spesso le parti degli autoctoni, restituendo allora abbastanza fedelmente gli appellativi e i nomi propri popolari;<\/span> <span id=\"s2_3\">tuttavia, nell&#8217;intento di dare un&#8217;apparenza di scientificit\u00e0 alla loro pratica sportiva, essi hanno avuto talvolta tendenza a stabilire le loro proprie concezioni e scelte di denominazioni, \u00c8 una pratica che si spinge fino all&#8217;assurdo quando concede lo status di passo a depressioni invalicabili dai comuni mortali.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Da questo concerto improvvisato \u00e8 nata una certa confusione dei generi, variabile a seconda delle regioni. In sostanza, l&#8217;arbitrio delle carte riguarda la scelta del determinante (col, passo, breccia, colletto, passaggio, ecc., o niente del tutto) e il problema riguarda meno spesso la montagna propriamente detta che le regioni di piemontesi dove la scelta di nominare &#8220;col de&#8230;&#8221; l&#8217;uno o l&#8217;altro dei passaggi storici tra due localit\u00e0 \u00e8 talvolta il pi\u00f9 puro arbitrio. Perch\u00e9 questo? E non il suo vicino &#8220;col&#8221; come lui? Da qui le frustrazioni espresse da molti membri della Confraternita dei 100 Cols. Le carte sono ovviamente lacunose, soprattutto per quanto riguarda i passi secondari o i passaggi caduti in disuso.<\/p>\n<p>Sarebbe senza dubbio difficile, ma forse non senza interesse, in una prospettiva di restauro del patrimonio, lanciarsi in un inventario pi\u00f9 esaustivo dei passaggi di media e bassa montagna, cio\u00e8 in una cartografia che si darebbe per obiettivo, sulla base di documentazioni storiche e geografiche (mappe antiche, catasti attuali o antichi, guide locali, cronache locali, ecc.), di restituire i passi dimenticati.<\/p>\n<p id=\"trtext\"><span id=\"s2_1\">Ultima osservazione che vale tanto per l&#8217;etimologia quanto per la definizione.<\/span> <span id=\"s2_2\">Mentre per un moderno un passo \u00e8 un punto basso in una catena montuosa, per un romano o un gallo-romano era invece il punto pi\u00f9 alto di un itinerario.<\/span> <span id=\"s2_3\">Questa osservazione, illustrata da esempi quali: Gavrus mons sulla tavola di Peutinger (col di Cabre attuale), Mont Iseran sulla carta di Cassini (col dell&#8217;Iseran) o Mont Sion (col di Sion), punto pi\u00f9 alto della strada Ginevra-Annecy, giustifica l&#8217;introduzione di monte (e mons) nel glossario in cui figurano gi\u00e0 i loro equivalenti, quali il basco &#8220;Mendi&#8221; o il guascone <\/span> &#8220;cap&#8221;.<\/p>\n<p>Questo argomento meriterebbe senza dubbio molte altre considerazioni, molti commenti sarebbero necessari, quindi se non esitate a comunicarmi le vostre riflessioni o i vostri interrogativi, mi sforzer\u00f2 di rispondervi.<\/p>\n<p>Agosto 1997 &#8211; Michel de Br\u00e9bisson<\/p>\n<p>&#8211; Aggiornamento: dicembre 1999 &#8211;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Etimologia Col viene dal latino collum nel senso del collo. 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