Il raduno regionale delle Alpi del Nord al Colle di Méraillet: guarda il reportage fotograficoVai alle informazioni

Gli articoli della rivista 2026 sono disponibili online in diverse lingue. È richiesta l'area riservata ai membri.Vai alle informazioni

Sondaggio riservato ai soci: scadenza il 10 luglio. Link nella newsletter del 06/06/2026Vai alle informazioni

È online un nuovo racconto tratto dagli archivi del club: 3 passi in Valle d'Aosta, tra cui il NivoletVai alle informazioni

Storia del club: riscoperti i media dal 2000 al 2022! Da vedere nella gazzettaVai alle informazioni

Il Passo del Coq

Passo del Coq FR-38-1434

Il Colle del Coq e la Dent de Crolles (dalla strada che va dal Colle di Porte al Charmant Som)

Toponomastica

Secondo Wikipedia: il nome «Coq» deriva dal sostantivo dell’antico francese «cuchet», a sua volta derivato dal gallico «kukka», che indicava una cima di forma arrotondata. Non ha quindi alcun legame con la presenza del gallo cedrone o del gallo di brughiera.

Posizione geografica

Massiccio

Il Colle del Coq si trova nel massiccio della Chartreuse, a est della depressione nord-sud che attraversa il massiccio con i tre passi: Granier (FR-73-1134), Cucheron (FR-38-1139) e Porte (FR-38-1326b).
È il passo stradale più alto del massiccio della Chartreuse.

Vista verso il versante est. © geo-alp.com

Topografia

Come mostra l'illustrazione qui sopra, il Col du Coq è dominato dalle seguenti vette:

  • a nord-est la Dent de Crolles (2 062 m), di cui costituisce il principale punto di accesso attraverso il Col des Ayes,
  • a nord il monte Pravouta (1 760 m), raggiungibile anche dal passo degli Ayes,
  • a sud il Bec Charvet (1 778 m).

Più a sud-est si trova la vetta di Chamechaude, a est del Colle di Porte.
Il massiccio della Chartreuse costituisce un baluardo isolato dal resto delle Alpi. Ne consegue che Chamechaude, la sua vetta più alta, si trova ad essere la terzae la vetta più alta della Francia metropolitana dopo il Monte Bianco e la Barre des Écrins, superando di poco la Pointe d’Arcalod nel vicino massiccio dei Bauges. Cfr. wikipedia.

Geologia

Come degli scolari cattivi – e per non ripetere ciò che è scritto nell’articolo relativo al Col de Porte, e al riferimento a tale articolo per quelli del Passo del Cucheron e del Passo del Granier – abbiamo chiesto all’IA: « Cosa si può dire sulla geologia del Col du Coq? » Ecco la risposta:

Le Passo del Coq (1 434 m), situato nel massiccio della Chartreuse, nel dipartimento dell’Isère, è un sito di eccezionale ricchezza geologica. Si tratta di un vero e proprio caso da manuale per i geologi, poiché si trova al crocevia di diverse importanti strutture tettoniche del massiccio, incastonato tra la cupola di Pravouta, il Bec Charvet e l’immensa parete della Dent de Crolles.

Ecco cosa si può dire sulla geologia del Col du Coq:

  1. La natura delle rocce: l’alternanza subalpina
    Come il resto della Chartreuse, il paesaggio intorno al passo è caratterizzato da rocce sedimentarie di origine marina (depositate nell’era secondaria, in particolare nel Cretaceo). Si osserva una tipica alternanza:
    i calcari duri (come l’urgoniano) : formano le imponenti scogliere a strapiombo della Dent de Crolles, proprio sopra il passo.
    le marne e i marno-calcarei : più tenere e impermeabili, queste rocce si erodono facilmente. È proprio l’erosione di questi strati marnosi ad aver scavato la depressione del passo e permesso la formazione dei verdeggianti pascoli alpini di Pravouta.
  2. Una complessità tettonica: lo scontro dei blocchi
    Il Colle del Coq non si riduce a semplici strati di roccia orizzontali; è il risultato di un’intensa «collisione» tettonica avvenuta durante la formazione delle Alpi. Al Colle si scontrano due dinamiche:
    l'anticlinale di Perquelin : la cresta di Pravouta, che domina il passo, corrisponde al versante orientale di questa grande piega rocciosa.
    una rete di sovrapposizioni e faglie : il settore è una zona di forte compressione. Qui si osserva la sovrapposizione del Bec Charvet (che spinge verso ovest) e, al contrario, le strutture del Manival e del Baure (che spingono verso est). Il passo si trova letteralmente nel punto di rottura e di contatto di questi blocchi rocciosi.
    Lo sapevate? Proprio sul passo (in particolare lungo il sentiero didattico dell’Espace Naturel Sensible), è possibile osservare notevoli microstrutture tettoniche, come piani di scistosità e microfaglie, che testimoniano la forza di compressione che ha dato origine alle Alpi.
  3. Le tracce delle glaciazioni del Quaternario
    Durante le ultime glaciazioni (come quella del Würm), il Colle del Coq è servito da soglia di diffusione glaciale. Gli immensi ghiacciai alpini che occupavano la valle del Grésivaudan erano così spessi che traboccavano e attraversavano il passo per scorrere verso l'interno della Chartreuse (il vallone di Saint-Pierre-de-Chartreuse).
    Questo ripetuto passaggio del ghiaccio ha contribuito a levigare e smussare il rilievo del passo, lasciando depositi glaciali (morene) che si trovano sotto la vegetazione degli alpeggi.

Idrografia

  • A est, sul versante di Grésivaudan, il torrente delle Meunières nasce al Colle degli Ayes (FR-38-1538) e passa vicino al Col du Coq. Alla confluenza con il torrente della Gorgette, prende il nome di Craponoz, per poi lasciare l'altopiano delle Petites Roches passando per la cascata di Craponoz e raggiungere l'Isère poco a valle del ponte di Brignoud.
  • A ovest, sulle mappe non risultano ruscelli che nascono nei pressi del Col du Coq.

Più a valle scorre il torrente dell’Orme, che si unisce al torrente dell’Herbetant, affluente del torrente dei Corbelliers, il quale sfocia nel Guiers Mort a La Diat.
Il Guiers Mort e il Guiers Vif confluiscono a Entre-deux-Guiers per formare il Guiers che sfocia nel Rodano a valle di Saint-Genix-sur-Guiers (Savoia).

Accesso

Versante est

La D30 parte dalla D1090, a Les Eymes – comune di Saint-Nazaire-les-Eymes e si erge sul versante orientale del massiccio della Chartreuse. Dopo il tunnel e 7 km, si lascia sulla destra la D30 in direzione di Saint-Pancrasse, Saint-Hilaire e il Altopiano delle Petites Roches. Dall'incrocio mancano 5,5 km per raggiungere il Col du Coq.

Versante occidentale

Provenendo da Col de Porte Percorrendo la D512, la D57b inizia dopo 4,5 km di discesa.
Percorrendo la D57b, si attraversa Cherlieu dopo 1,2 km e poi Saint-Hugues-de-Chartreuse (3,2 km). A Saint-Hugues, sulla destra, la «route de Gérentière», che diventa «route du Col du Coq», conduce al passo (a 12,8 km dall’incrocio tra la D512 e la D57b).

Stato amministrativo

Il Col du Coq si trova al confine occidentale del comune di Saint-Pierre-de-Chartreuse e fa parte dell'ex comune di San Pancrazio che nel 2019 si è fusa con i comuni limitrofi per formare il comune di Plateau-des-Petites-Roches.

La storia

Resti del Habert degli Ayes, a nord-est del passo, a circa un chilometro, in direzione della Dent de Crolles.
Sebbene modesti, i resti dell’habert degli Ayes, oggi situati nell’Area Naturale Sensibile del Col du Coq e nella riserva naturale degli Hauts de Chartreuse, testimoniano, come l’habert di Pravouta, la storia millenaria degli alpeggi della Chartreuse, del ruolo fondamentale degli ordini monastici nello sviluppo dell’economia agro-silvo-pastorale cartusiana fin dal Medioevo e di un modello di gestione dedicato alla produzione casearia che è perdurato fino alla svolta degli anni ’60.
Nel 2004, il Dipartimento dell’Isère ha acquisito le rovine di Les Ayes e gli appezzamenti circostanti, dando così vita all’Area Naturale Sensibile del Col du Coq – Pravouta. Infine, nell’autunno del 2020, i resti dell’habert, che rischiavano di crollare, sono stati messi in sicurezza e stabilizzati (sull’edificio è stato collocato un pannello esplicativo).

Sci

Il Col du Coq ospitava una piccola stazione sciistica inaugurata nel 1967. Questa era composta da tre skilift: lo skilift dello Chalet, quello della Prairie e quello del Bec Charvet. A seguito di problemi tra il proprietario e il gestore del comprensorio, le infrastrutture furono lasciate in stato di abbandono a partire dal 1995. Nel 2012, l’associazione Mountain Wilderness, con l’aiuto di alcuni volontari, smantellò gli impianti in disuso.

Cosa vedere - turismo

Area naturale protetta

Il Col du Coq fa parte dei circa 140 Aree Naturali Sensibili del dipartimento dell'Isère.
L'Area Naturale Sensibile del Col du Coq è un'ENS dipartimentale di media montagna caratterizzata da prati, boschi di faggi e abeti, scogliere e ghiaioni. Il gallo cedrone fa parte della fauna minacciata e la sua popolazione è oggetto di monitoraggio.

A Saint-Hugues-de-Chartreuse

La chiesa di Saint-Hugues-de-Chartreuse ospita il Museo Arcabas a Chartreuse dedicato all’opera dell’artista (111 opere d’arte sacra contemporanea).

Ciclismo e cicloturismo

Cicloturismo

A quanto mi risulta, per quanto ne sappia io come cicloturista di Grenoble, non ci sono state escursioni o gare ciclistiche organizzate dai club della regione che abbiano attraversato il Col du Coq.

Giro di Francia

Il Tour de France ha attraversato il Col du Coq, classificato di 1° gradore categoria, in occasione della 17ªe tappa del 1984 tra Grenoble e L’Alpe-d’Huez, poi durante la 20ªe tappa del 1987 tra Villard-de-Lans e L’Alpe-d’Huez. 

Profilo

Entrambi i versanti del passo comportano «salite impegnative».
Secondo Cols-Cyclisme.com :

  • Da est, da Saint-Nazaire-les-Eymes, la salita – come mostra il grafico qui sotto – è costante per tutti i 13 km.
  • Dal versante occidentale e da Saint-Hugues, la salita è molto irregolare con due tratti particolarmente impegnativi, il primo al 4e chilometro, e il secondo dopo una breve discesa per gli ultimi due chilometri.
Da Saint-Nazaire-les-EymesDa Saint-Hugues-de-Chartreuse
Lunghezza13,00 kmLunghezza10,25 km
Dislivello1146 mDislivello559 m
% medio8,82 %% medio5.45 %
% massimo12,0 %% massimo16,0 %